Il devoto compagno di S. Antonio Abate

SantAntonioSant'Antonio Abate è un santo orientale importantissimo nella tradizione cristiana, in quanto viene considerato il fondatore del monachesimo. Visse tra il 251 e il 357, concludendo i suoi giorni nel deserto della Tebaide come eremita.
L'iconografia del santo prevede che egli sia attorniato da numerosi animali, e accompagnato da un maiale.
Il santo viene festeggiato il 17 gennaio e, in quell'occasione, si brucia un grande falò e si portano i propri animali, piccoli e grandi, per la tradizionale benedizione. 
Perché Sant'Antonio viene sempre raffigurato con un maialino al suo fianco?
Nel periodo medievale, culto e iconografia di Sant'Antonio furono resi popolari soprattutto dall'ordine degli Ospedalieri Antoniani: grazie a loro il santo viene raffigurato molto anziano, mentre incede con un bastone provvisto di un campanello, e in compagnia di un maiale. Da questo animale gli Antoniani ricavavano difatti il grasso per preparare emollienti da spalmare sulle piaghe e curare il terribile "fuoco di sant'Antonio", che non ha niente a che vedere con la malattia cui ci si riferisce ai giorni nostri. Questo spaventoso morbo era anche detto ignis sacer (fuoco sacro), e aveva sintomi dolorosissimi e convulsivi che - letteralmente - ardevano la persona dall'interno.
Dopo la peste, tanto per dire, il secondo flagello nel Medioevo era considerato proprio l'ergotismo. Molto più tardi si scoprì che la malattia era originata dall'intossicazione dovuta al consumo di un fungo presente sulla segale cornuta, e che portava anche ad avere allucinazioni.
I maiali allevati dagli Antoniani, come del resto molti animali all'epoca, scorrazzavano liberamente per le strade cittadine. Era vietato catturarli per cibarsene, proprio perché dovevano servire per la produzione di grasso usato per la cura dell'ignis sacer. 
Così, per distinguerli, al collo di questi maiali veniva appesa una campanella, proprio come quella che aveva S. Antonio al suo bastone!

Professione Salvadanaio

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Il maiale è da secoli simbolo di fortuna e abbondanza e, soprattutto, è una delle più antiche risorse alimentari dell’umanità: pare che i cinesi lo allevassero già 7000 anni prima di Cristo, mentre gli antichi romani, i cui eserciti si nutrivano di prosciutto crudo (capace di conservarsi a lungo), ne apprezzavano le salsicce. 
Fino a qualche decennio fa, questo animale costitutiva per molte famiglie contadine una abbondante riserva di carne e grasso per combattere il freddo e la fatica (non a caso, fino ai primi del ‘900, lardo e strutto costavano più del prosciutto e della carne), ma anche una risorsa da utilizzare come merce di scambio in caso di improvvisa necessità economica. Proprio da questa consuetudine è nata, forse tra il XVIII e il XIX secolo, la tradizione di dare ai salvadanai l’aspetto di un maialetto in coccio (metafora di lungimiranza e parsimonia), da rompere o sacrificare per soddisfare un desiderio, organizzare una festa o fare fronte a un’emergenza.
Altri invece danno una spiegazione etimologica: sembra che nel medioevo gli inglesi conservassero le monete in vasi ottenuti con una speciale argilla chiamata pygg. Un termine molto simile alla parola pig, maiale in inglese, forse per questo nei secoli i salvadanai hanno assunto la forma del suino.

Notizie tratte da Focus
  • “Mi piacciono i maiali. I cani ci guardano dal basso. I gatti ci guardano dall'alto. I maiali ci trattano da loro pari.” 
    Winston Churchill
  • “Il maiale è diventato sporco solo in seguito alle sue frequentazioni con l'uomo. Allo stato selvatico è un animale molto pulito.” 
    Pierre Loti
  • "Chi vive con i maiali spesso li descrive come fossero cani: sono intelligenti, leali e, soprattutto, affettuosi. Chi li conosce sottolinea sempre che ognuno di loro è un individuo unico e particolare."  
    Jeffrey Moussaieff Masson
  • "Pensare che non si sa il nome del primo maiale che scoprì un tartufo." 
    Edmond e Jules de Goncourt
  • "Tanto io che il povero maiale non saremo apprezzati che dopo la nostra morte."  
    Jules Renard

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